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	<title>Comments on: Bello e impossibile</title>
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	<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 10:51:42 +0000</pubDate>
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		<title>By: Pietro</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-620</link>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2008 15:33:34 +0000</pubDate>
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		<description>Pensa te che adesso si fanno edifici interi, e non allestimenti di interni, più strampalati di questo!
In fondo lì dentro, dopo qualche giorno di mal di e di giramento di testa, se gli impiegati si imbufaliscono lo cambiano, ma un edificio che fa venire il mal di testa a tutti i cittadini come la mettiamo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pensa te che adesso si fanno edifici interi, e non allestimenti di interni, più strampalati di questo!<br />
In fondo lì dentro, dopo qualche giorno di mal di e di giramento di testa, se gli impiegati si imbufaliscono lo cambiano, ma un edificio che fa venire il mal di testa a tutti i cittadini come la mettiamo?</p>
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		<title>By: Marco</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-609</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 17:00:15 +0000</pubDate>
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		<description>Ottimo paragone, per nulla ardito! Mi torna utile...
Il dato antropometrico. Ma anche per Le Corbusier un progetto che soddisfacesse in tutto Le Modulor non era ancora un buon progetto.
Uno stadio e un cimitero hanno molto in comune, è vero, ma il cimitero a Igualada di Miralles è molto più "fruibile" dello Stadio Olimpico di Vitellozzi a Roma.
Giorgia, naturalmente condivido in pieno e, anzi, mi pare che noi -in fondo- si dica la stessa cosa. Mi piace pensare che l'architettura non sia solo una scienza logica ma anche qualcosa di profondamente intrecciato colla vita della gente e la gente, cioè tu, io, noialtri vogliamo anche "sentire".
Naturalmente un segno grafico non è che un segno grafico bello quanto si vuole ma architettonicamnete inutile se non soddisfa tutti i parametri della bendetta triade.
Grazie per l'ospitalità, sono arrivato qui naufrago nel web ma credo che se non proprio casa... almeno un pied-a-terre (senza archi rovesciati... ;-) ) ce lo costruisco!
Un caro saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo paragone, per nulla ardito! Mi torna utile&#8230;<br />
Il dato antropometrico. Ma anche per Le Corbusier un progetto che soddisfacesse in tutto Le Modulor non era ancora un buon progetto.<br />
Uno stadio e un cimitero hanno molto in comune, è vero, ma il cimitero a Igualada di Miralles è molto più &#8220;fruibile&#8221; dello Stadio Olimpico di Vitellozzi a Roma.<br />
Giorgia, naturalmente condivido in pieno e, anzi, mi pare che noi -in fondo- si dica la stessa cosa. Mi piace pensare che l&#8217;architettura non sia solo una scienza logica ma anche qualcosa di profondamente intrecciato colla vita della gente e la gente, cioè tu, io, noialtri vogliamo anche &#8220;sentire&#8221;.<br />
Naturalmente un segno grafico non è che un segno grafico bello quanto si vuole ma architettonicamnete inutile se non soddisfa tutti i parametri della bendetta triade.<br />
Grazie per l&#8217;ospitalità, sono arrivato qui naufrago nel web ma credo che se non proprio casa&#8230; almeno un pied-a-terre (senza archi rovesciati&#8230; ;-) ) ce lo costruisco!<br />
Un caro saluto.</p>
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	<item>
		<title>By: Giorgia</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-607</link>
		<dc:creator>Giorgia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 21:12:55 +0000</pubDate>
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		<description>Marco - a un disabile servono archi rovesciati *e* rampe, o quantomeno un accesso libero da ostacoli, che sia una rampa o un semplice corridoio (qui sarebbe bastato quest'ultimo.). Purtroppo in questo specifico progetto ci si è dimenticati di una delle due cose, e quindi, per quanto esteticamente accattivante, il risultato è un errore progettuale.

Quando parlo di fruibilità, dell'utilità dell'architettura mi riferisco al suo lato necessariamente antropometrico (uno stadio è costruito sugli stessi principi di antropometria di un cimitero. Il paragone può sembrare assurdo, ma se ci pensi è così.).

Continuo ad essere convinta che il segno del progettista, se non fondato su un equilibrio di estetica, utilità e sicurezza (non ci dimentichiamo della firmitas, ché poi se le architetture son belle e utili ma crollano non è una gran bella cosa...) non è architettura, ma, giustappunto, solo un segno, ovvero condizione magari necessaria ma non sufficiente per la realizzazione di un'architettura a regola d'arte.

Marco, qui sei il benvenuto, quando vuoi, a me piace molto discutere con persone che sanno argomentare civilmente (ultimamente ne incontro veramente poche, quindi un plauso a te.). :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco - a un disabile servono archi rovesciati *e* rampe, o quantomeno un accesso libero da ostacoli, che sia una rampa o un semplice corridoio (qui sarebbe bastato quest&#8217;ultimo.). Purtroppo in questo specifico progetto ci si è dimenticati di una delle due cose, e quindi, per quanto esteticamente accattivante, il risultato è un errore progettuale.</p>
<p>Quando parlo di fruibilità, dell&#8217;utilità dell&#8217;architettura mi riferisco al suo lato necessariamente antropometrico (uno stadio è costruito sugli stessi principi di antropometria di un cimitero. Il paragone può sembrare assurdo, ma se ci pensi è così.).</p>
<p>Continuo ad essere convinta che il segno del progettista, se non fondato su un equilibrio di estetica, utilità e sicurezza (non ci dimentichiamo della firmitas, ché poi se le architetture son belle e utili ma crollano non è una gran bella cosa&#8230;) non è architettura, ma, giustappunto, solo un segno, ovvero condizione magari necessaria ma non sufficiente per la realizzazione di un&#8217;architettura a regola d&#8217;arte.</p>
<p>Marco, qui sei il benvenuto, quando vuoi, a me piace molto discutere con persone che sanno argomentare civilmente (ultimamente ne incontro veramente poche, quindi un plauso a te.). :)</p>
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		<title>By: Marco</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-606</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 20:58:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aisforarchitecture.wordpress.com/?p=266#comment-606</guid>
		<description>Naturalmente l'Architettura procede da una precisa istanza sociale, ma l'abitabilità (in senso ovviamente lato non burocratico) non è l'unica. Un paesaggio è fruibile ma non abitabile e così pure un campo sportivo e una chiesa e un cimitero (tema sempre negletto con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti). Nella celeberrima triade precisavo, infatti, di circosrivere (o meglio precisare) di volta in volta l'ambito di applicazione. Il precetto di Vitruvio non è un sillogismo, e cioè non sforna verità, ma una falsariga!
L'aspetto "utilitaristico" era il primo tra i crucci di Mario Ridolfi un pò meno per Massimiliano Fuksas (si parva licet componere magnis...) ma è innegabile che i due abbiano prodotto bellissime (il che potrebbe lasciare il tempo che trova),  buonissime ma soprattutto... architetture!
Concludo: ad un disabile serve una rampa e non archi rovesciati ma forse al disabile servono anche archi rovesciati per pensare, perchè le sensazioni camminano pure sopra la sedia a rotelle! Ecco, direi che l'architettura deve anche far pensare.
Grazie Giorgia per l'ospitatalità, le osservazioni e le riflessioni che mi porti a fare. Non ho mai trovato in facoltà nessuno che solo si ponesse il problema di andare oltre un esame da superare. Mi convinco sempre più che la Progettazione (l'uso della maiuscola non è casuale) sia davvero difficile e da quello che vedo in giro per il mondo capisco che l'Architettura è un appello cui molti rispondono... senza essere stati chiamati!
Un abbraccio fraterno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente l&#8217;Architettura procede da una precisa istanza sociale, ma l&#8217;abitabilità (in senso ovviamente lato non burocratico) non è l&#8217;unica. Un paesaggio è fruibile ma non abitabile e così pure un campo sportivo e una chiesa e un cimitero (tema sempre negletto con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti). Nella celeberrima triade precisavo, infatti, di circosrivere (o meglio precisare) di volta in volta l&#8217;ambito di applicazione. Il precetto di Vitruvio non è un sillogismo, e cioè non sforna verità, ma una falsariga!<br />
L&#8217;aspetto &#8220;utilitaristico&#8221; era il primo tra i crucci di Mario Ridolfi un pò meno per Massimiliano Fuksas (si parva licet componere magnis&#8230;) ma è innegabile che i due abbiano prodotto bellissime (il che potrebbe lasciare il tempo che trova),  buonissime ma soprattutto&#8230; architetture!<br />
Concludo: ad un disabile serve una rampa e non archi rovesciati ma forse al disabile servono anche archi rovesciati per pensare, perchè le sensazioni camminano pure sopra la sedia a rotelle! Ecco, direi che l&#8217;architettura deve anche far pensare.<br />
Grazie Giorgia per l&#8217;ospitatalità, le osservazioni e le riflessioni che mi porti a fare. Non ho mai trovato in facoltà nessuno che solo si ponesse il problema di andare oltre un esame da superare. Mi convinco sempre più che la Progettazione (l&#8217;uso della maiuscola non è casuale) sia davvero difficile e da quello che vedo in giro per il mondo capisco che l&#8217;Architettura è un appello cui molti rispondono&#8230; senza essere stati chiamati!<br />
Un abbraccio fraterno.</p>
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		<title>By: Giorgia</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-605</link>
		<dc:creator>Giorgia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 03:16:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aisforarchitecture.wordpress.com/?p=266#comment-605</guid>
		<description>Marco - se riduci l'architettura solo a "correnti di pensiero" fai filosofia architettonica. Che è una cosa che non si può abitare.

Come tu stesso dici, la triade vitruviana è "&lt;b&gt;firmitas, venustas, utilitas&lt;/b&gt;", e non "&lt;b&gt;firmitas, venustas, inutilitas&lt;/b&gt;". Se la "fruibilità emotiva" prende il sopravvento su quella logistica, dolente ma quella che può anche essere una bellissima architettura non sarà una equamente buonissima architettura. 

La "fruibilità emotiva" non soddisfa l'"utilitas", ma la "venustas".
 
Inoltre, prova a parlare di "fruibilità emotiva" a una persona su una sedia a rotelle, e vedi cosa ti risponde.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco - se riduci l&#8217;architettura solo a &#8220;correnti di pensiero&#8221; fai filosofia architettonica. Che è una cosa che non si può abitare.</p>
<p>Come tu stesso dici, la triade vitruviana è &#8220;<b>firmitas, venustas, utilitas</b>&#8220;, e non &#8220;<b>firmitas, venustas, inutilitas</b>&#8220;. Se la &#8220;fruibilità emotiva&#8221; prende il sopravvento su quella logistica, dolente ma quella che può anche essere una bellissima architettura non sarà una equamente buonissima architettura. </p>
<p>La &#8220;fruibilità emotiva&#8221; non soddisfa l&#8217;&#8221;utilitas&#8221;, ma la &#8220;venustas&#8221;.</p>
<p>Inoltre, prova a parlare di &#8220;fruibilità emotiva&#8221; a una persona su una sedia a rotelle, e vedi cosa ti risponde.</p>
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		<title>By: Marco</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-604</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 22:10:00 +0000</pubDate>
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		<description>In quale corrente di pensiero l'architettura deve essere "innanzitutto fruita"...? E' così certamente ma può anche non esserlo... Pensa alle tante architetture effimere oppure alle splendide architetture barocche da festa.
Bisogna intendersi sul concetto di "fruibilità". La fruibilità emotiva pura e semplice (seppure deteriore) non può essere già soddisfatta?
La "Casa degli Orrori a Bomarzo" (Pirro Ligorio, Parco del Principe Virginio Orsini a Bomarzo -VT-) e non parliamo degli orientali... non è una splendida architettura nel senso più puro e più alto del termine? Essa è di fatto fruibilissima ma non nel senso meramente utilitaristico che qui si vuole intendere.
Per non sbagliare: "Firmitas-Venustas-Utilitas" (M. Vitruvio Pollione).
Una volta stabilito il campo di applicazione dei singoli concetti l'architettura come tale èsempre definita. Univocamente.
Un abbraccio ai colleghi e il plauso per il blog!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In quale corrente di pensiero l&#8217;architettura deve essere &#8220;innanzitutto fruita&#8221;&#8230;? E&#8217; così certamente ma può anche non esserlo&#8230; Pensa alle tante architetture effimere oppure alle splendide architetture barocche da festa.<br />
Bisogna intendersi sul concetto di &#8220;fruibilità&#8221;. La fruibilità emotiva pura e semplice (seppure deteriore) non può essere già soddisfatta?<br />
La &#8220;Casa degli Orrori a Bomarzo&#8221; (Pirro Ligorio, Parco del Principe Virginio Orsini a Bomarzo -VT-) e non parliamo degli orientali&#8230; non è una splendida architettura nel senso più puro e più alto del termine? Essa è di fatto fruibilissima ma non nel senso meramente utilitaristico che qui si vuole intendere.<br />
Per non sbagliare: &#8220;Firmitas-Venustas-Utilitas&#8221; (M. Vitruvio Pollione).<br />
Una volta stabilito il campo di applicazione dei singoli concetti l&#8217;architettura come tale èsempre definita. Univocamente.<br />
Un abbraccio ai colleghi e il plauso per il blog!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Giorgia</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-601</link>
		<dc:creator>Giorgia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 12:11:58 +0000</pubDate>
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		<description>Giovanni - secondo me, trattandosi di architettura, ovvero di un'opera che deve essere innanzitutto fruita, e non di un'opera d'arte fine a sé stessa, l'"aspetto emotivo" (??) deve necessariamente passare in secondo piano.

(viste le foto da tutte le angolazioni possibili e immaginabili: non c'è alcun corridoio.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni - secondo me, trattandosi di architettura, ovvero di un&#8217;opera che deve essere innanzitutto fruita, e non di un&#8217;opera d&#8217;arte fine a sé stessa, l&#8217;&#8221;aspetto emotivo&#8221; (??) deve necessariamente passare in secondo piano.</p>
<p>(viste le foto da tutte le angolazioni possibili e immaginabili: non c&#8217;è alcun corridoio.)</p>
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	<item>
		<title>By: Giovanni D'Amico</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-600</link>
		<dc:creator>Giovanni D'Amico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 15:50:25 +0000</pubDate>
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		<description>....tutto vero, ma, allora l'aspetto emotivo legato all'opera dove lo mettiamo?
Eppoi siamo sicuri che non ci sia un corridoio a sinistra, nella foto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.tutto vero, ma, allora l&#8217;aspetto emotivo legato all&#8217;opera dove lo mettiamo?<br />
Eppoi siamo sicuri che non ci sia un corridoio a sinistra, nella foto?</p>
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		<title>By: marilisa</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-593</link>
		<dc:creator>marilisa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 15:59:52 +0000</pubDate>
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		<description>no ...ma effettivamente....uno che passa lungo il corridoio deve ricordarsi di sgambettare fra una paratia e l'altra?
Sti qui son fuori...
ma scusa...e il superamento delle barriere architettoniche?
mah!
esterefatta!
baci
Marilisa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no &#8230;ma effettivamente&#8230;.uno che passa lungo il corridoio deve ricordarsi di sgambettare fra una paratia e l&#8217;altra?<br />
Sti qui son fuori&#8230;<br />
ma scusa&#8230;e il superamento delle barriere architettoniche?<br />
mah!<br />
esterefatta!<br />
baci<br />
Marilisa</p>
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		<title>By: marco+</title>
		<link>http://aisforarchitecture.wordpress.com/2008/03/10/bello-e-impossibile/#comment-592</link>
		<dc:creator>marco+</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 16:18:17 +0000</pubDate>
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		<description>I giapponesi sono giapponesi!
hanno modelli e stili di vita sociale un po' diversi da noi...
però penso che... dura!... stare costantemente attenti a dove metter i piedi...!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I giapponesi sono giapponesi!<br />
hanno modelli e stili di vita sociale un po&#8217; diversi da noi&#8230;<br />
però penso che&#8230; dura!&#8230; stare costantemente attenti a dove metter i piedi&#8230;!</p>
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