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Questa è una panoramica del Corno d’Oro, estuario che costeggia la parte bizantina di Istanbul:



Istanbul è una città bellissima ma anche ad alto rischio di terremoti: secondo gli scienziati, se ne prevede uno grave entro i prossimi 30 anni, nell’ordine dei 6.8 - 7.5 gradi della scala Richter. La città, specialmente la parte antica, non è progettata secondo criteri antisismici, ed ha strade strette che, in caso di terremoto, non consentirebbero un facile accesso per i soccorsi.
Per questo motivo il governo turco ha commissionato alla Purdue University (West Lafayette, Indiana, USA) uno studio per una nuova città satellite, a prova di sisma.

(foto di Ed Reeve)
Alla Casa dell’Architettura (piazza Manfredo Fanti 47, Roma - aperta dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 18:00) fino all’11 marzo, una mostra su David Adjaye:
Horizon, il più recente dei padiglioni realizzati da Adjaye, è influenzato dal paesaggio e dalla terra dell’Africa e del Medio Oriente. L’ispirazione arriva in particolare dalle forme architettoniche e dalle pietre di Aswan, in cui Adjaye si è imbattuto durante un suo viaggio in Egitto. L’architetto britannico esplora il concetto della progettazione architettonica di padiglioni sin dal 2003, anno in cui è stato invitato a collaborare con Chris Ofili al Padiglione Britannico della Biennale di Venezia. Read the rest of this entry »
Piano will develop a 42-acre (17 hectare) property on the coast near the center of Athens, the capital, according to an e- mailed statement from the Stavros Niarchos Foundation, which commissioned the project. The site will house the Stavros Niarchos Foundation Cultural Center with new opera and library facilities within an educational and cultural park.
The foundation has budgeted 300 million euros ($442 million) for the center and will hand over the project to the Greek state on completion.
(via Bloomberg.com)
Speriamo bastino, 300 milioni, non vorrei si finisse come il coso della Hadid per l’Architecture Foundation…
Oltre agli occhiali di Le Corbusier, c’è un altro oggetto che non può mancare nel CIPA, cioè il Corredo Indispensabile del Perfetto Architetto (no, non è la moleskine - mioddio, come siete antichi…): la tracolla fatta con la rete di recinzione per i cantieri.
Sì, sì, quella arancione in PVC, proprio lei.


[via Cool Hunting]
Ammesso che non sia un fotomontaggio, vorrei conoscere il genio che ha progettato questa:

[via PlacidiAppunti]
Caravaggio compie una rivoluzione. Al tempo immobile dell’Umanesimo rinascimentale sostituisce la presa di coscienza drammatica dell’attimo come campo delle scelte individuali; al disegno accademico, la pittura e il colore in presa diretta; alla profondità inquadrata dal telaio, un proscenio in cui personaggi veri danno spessore alla vita; alla luce omogenea, la forza abbacinante di un flash; alla staticità della posa, l’essere (dei personaggi, degli oggetti, degli spazi, della vita stessa) sempre in bilico. Il volume Lo Strumento di Caravaggio scritto da Antonino Saggio, curatore e autore sino ad oggi solamente di testi di architettura, propone ipotesi nuove su fatti sin’ora trascurati, ma soprattutto è teso a far comprendere come la presenza dei nuovi strumenti ottici non sia ricetta meccanica o prodigio tecnico, ma si inserisca nella ricerca sulla necessità estetica di una nuova visione. Caravaggio, Galileo e Borromini vengono a costituire, alla fine di questa lettura, una triade indispensabile per comprendere la nascita di una visione laica, per la prima volta “dal basso verso l’alto”.
Non serve una laurea, non serve l’esperienza progettuale, men che meno quella in cantiere (mon dieu, che ovvòve!).
No, per diventare istantaneamente architetto, è sufficiente ritagliare, assemblare ed indossare gli occhiali di Le Corbusier.

[via swissmiss]
Questa qui a sinistra avrebbe dovuto essere la sede dell’Architecture Foundation a Londra, su progetto di Zaha Hadid.
“Avrebbe” perché l’impresa appaltatrice, la Rooff (che era subentrata alla Bovis Lend Lease a dicembre), si è ritirata, presumibilmente per questioni di budget - ricordiamo alla gentile clientela che l’appalto prevede(va) un budget di 5 (cinque) milioni di sterline (circa sei milioni e settecentomila euro) non sono sufficienti.
In effetti, se ci pensate, non hanno tutti i torti, è un insulto: due milioni e trecentomila euro in meno degli spiccioli che sono avanzati da quanto sborsato per quella ciofeca immonda ed inutile il portale Italia.it…
O tempora, o mores (signora mia…).
Nei mesi scorsi, Fran ha documentato fotograficamente l’avanzamento dei lavori del cantiere di una vasca/fontana davanti al palazzo dove vive, a Parma:
- iterate real-time peripheries
- regenerate steady-state communities
- incentivize customized strata
- innovate malleable urbanisms
- incubate innovative niches
- morph algorithmic portals
- reconceptualize interactive ecologies…
…e così via, all’infinito…
(link via puscic)




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