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Ora disponibile anche con comode ali in cemento armato, acciaio e vetro strutturale:



Ah, no, mi confondo, è solo il progetto dell’Olympics Aquatics Centre per Londra 2012 di Zaha Hadid.
(scusate, eh, ma proprio non ho saputo resistere…)
Su Design Notes, considerazioni sullo schema urbano di nove città (o, quantomeno, sul confronto del loro impatto visivo in pianta):
[via swissmiss]
“Cloud“, un’installazione del gruppo Troika nel Terminal 5 dell’aeroporto di Heathrow, UK:
[via Interactive Architecture e Pixelsumo]
Metronymic Landscape, progetto di Zaha Hadid (e chi altri?) vincitore del concorso indetto dalla città di Seoul (che sarà capitale mondiale del design nel 2010) per la riqualificazione di un’area urbana centrale, il “Design plaza and park“:



(via designboom)

Venerdì 8 febbraio alle 9:30, nella bella cornice del Teatro Goldoni di Venezia, verrà presentato in prima assoluta nazionale il film “Last call for planet Earth” di Jacques Allard.
Il film - prodotto da Archiworld e EURAF (European Architecture Foundation), con il sostegno dell’Unione Europea, del Governo federale Belga, della regione Fiamminga e di Archi-Europe - rappresenta un vero e proprio viaggio attraverso il mondo alla ricerca di testimonianze che documentino soluzioni architettoniche sostenibili, funzionali ed adeguate al nostro futuro.
La premiata ditta Arsenico e vecchi merletti S.r.l. colpisce ancora: dopo il padiglione degli Emirati Arabi fatto al tombolo, ecco il centrino della Polonia, creato dagli architetti Wojciech Kakowski, Natalia Paszkowska e Marcin Mostafa…




Su L’Express, Marion Vignal ha stilato una (breve, purtroppo) lista di donne che hanno rivoluzionato il design, intervistando (brevemente, anche qui) ciascuna di loro:
- la “regina” Zaha Hadid (per la gioia di PEJA: wow, guarda com’è glamour Zaha tua nella foto qui sopra… ;))
- Matali Crasset
- Patricia Urquiola
- Andrée Putman
- Hella Jongerius
- India Mahdavi
- Kiki van Eijk
- le quattro moschettiere svedesi di Front Design: Sofia Lagerkvist, Charlotte von der Lancken, Anna Lindgren e Katja Sävström
Questo è il dipartimento di Arte, Design e Media della Nanyang Technological University a Singapore, progettato da CPG Consultants:



The design was conceived as 3 intertwining blocks that are apparent natural extensions of the ground. These blocks interweave to enclose a picturesque plaza and landscape. Major spaces such as the Auditorium, Media Studios, library and art galleries surround this outdoor activity node.
Il tetto verde è stato pensato sia come uno spazio fruibile sia come elemento per isolare termicamente l’edificio.
Gli interni sono stati lasciati appositamente allo stato grezzo per consentire agli studenti d’arte di personalizzare il loro spazio di studio.
[via Inhabitat]
Giorgio Muratore va in gita nel cantiere del MAXXI…:
…maddeché … che ce sei stato mai in un cantiere? … che questo pare un salotto … magari un po’ de fanga … ma quella te la trovi puro pe’ strada cor festival de le cento buche de Varter … che c’è ‘n assessore che te le fa apposta … e ‘n’artro che te ce porta l’acqua … e n’antro ancora che ce mette la tera co la paletta … quinni ce semo puro un po’ abituati … che Roma pare tutto un cantiere … e che te metti er ciabattone e l’ermetto pe’ uscì de casa? E allora nun famola tanto lunga … che me scade puro er tikket der parcheggio … e che arivano l’ex abbusivi che mò fanno le murte …
[con tanti ringraziamenti a sonoindeciso per la segnalazione.]
The New York City Department of Buildings (DOB) is expected to send inspectors to the recently completed New York Times headquarters building today to determine what caused seven windows in the Renzo Piano and FXFowle-designed tower to crack on Wednesday afternoon.The windows were located on the building’s 22nd, 10th, and sixth floors of the building, according to the DOB. Two of the 52-story tower’s signature ceramic rods on the exterior of the 40th and 38th floors were also damaged.
Però, a quanto pare, chi stava nell’edificio dice che il vento questa volta non c’entra nulla…


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